E voi, che fiore siete?

Compo

Non si può immaginare San Valentino senza pensare ad una rosa rossa, a dodici rose rosse, ad un mazzo di trenta rose rosse. Mi scusi, sono trentuno, che faccio le lascio? Lasci pure, grazie.

E’ inevitabile colorare di rosso la festa degli innamorati: San Valentino è l’amore, è il cuore, sono le rose e tutto il mondo lo sa. Anche il mercato olandese dei fiori lo sa, e sa benissimo che quando la richiesta aumenta, è bene aumentare anche i prezzi.

Ditemi la verità, quanti di voi almeno una volta, non hanno pensato che il proprio fiorista si stesse approfittando della giornata di San Valentino per raddoppiare i prezzi delle rose rosse? In realtà i fioristi non c’entrano proprio nulla. La borsa olandese dei fiori fa schizzare a prezzi folli i fiori di colore rosso già da fine gennaio, per arrivare poi al dieci di febbraio ad averli praticamente raddoppiati. Il fiorista, suo malgrado, fa la figura del ladro, il cliente è scontento e quindi, qual è la soluzione? Io ci provo, ve la butto li… a San Valentino regaliamo fiori gialli! Non urliamolo troppo in giro, diciamo che dev’essere un passaparola discreto, un flashmob floreale, niente fiori rossi per questo San Valentino, solo fiori gialli, fioristi siete avvisati! Abbiamo una grande scelta tra i gialli: i tulipani, i narcisi, i ranuncoli e le rose, le margheritine, le gerbere, la ginestra, i lillum, le orchidee, ne volete ancora? Leviamoci dalla testa l’associazione del colore giallo alla gelosia, che poi quando è sana ci può anche stare, e per San Valentino, regaliamo fiori gialli. Quelli rossi al limite li regaleremo all’otto marzo, per la festa della donna, tipicamente rappresentata dalla mimosa, che è gialla… Ok, mi sto infilando in un ginepraio, dichiaro di non aver nulla di personale contro i produttori olandesi e liguri, sia chiaro, dicevo solo così, per dire. Mi sono fatto prendere un po’ la mano, ma in fondo il mio era un consiglio a non uniformarsi inseguendo la massa, solo perché è tradizione e così si deve fare.

Certo che, un mazzo di dodici rose rosse fa la sua bella figura, ma poi, pensandoci bene, può piacere alla donna che lo riceverà? La rosa rossa è il fiore che meglio la rappresenta? Se la risposta è si, complimenti, avete fatto la scelta giusta. Altrimenti, provate a capire che fiore è la vostra donna, uomo, amica, mamma, nonna, domandandovi: qual è l’intenzione floreale che voglio trasmettere regalandole dei fiori? Che fiore è lei? E’ elegante e sinuosa come una calla, o è un’inguaribile romantica come una margherita, è una donna indomabile come un papavero? Istrionica come una strelitzia? Sorride forse come un girasole? E’ un crisantemo?! Insomma che fiore è? Come si chiama, dove vive, cosa le piace, che mestiere fa, cosa l’appassiona. Insomma tracciate un identikit floreale del suo profilo, sarà interessante trovare il fiore più adatto. Questo progetto chiamato “Che fiore sei?” lo propongo nei locali torinesi e piace, diverte e funziona!

Comunque, che siano fiori rossi o gialli, per San Valentino o per qualsiasi altro giorno, che siano per l’amata, per l’amica, o per la vicina di casa, ricordate sempre che regalare un mazzo di fiori è ricerca e pensiero. E poi spiegateglielo e raccontatele tutti i retroscena della storia di quel gesto. Perché, se è pur vero che i fiori durano poco, è altrettanto vero che il ricordo di quell’emozione, per chi li riceve, durerà per sempre, e si gongolerà al pensiero della vostra ricerca, e del chiedervi: ma lei, che fiore è?

Leggi l’articolo su La Stampa Torino

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