I mille volti e profumi della Salvia

salvia-officinalis

Che Dio salvi la Salvia! No, sul serio, mica l’avrebbero chiamata così se non fosse una vera manna dal cielo. Dal Latino, Salvus significa salvo, in salvo, sano. Già ai tempi della sua classificazione si resero conto delle miracolose proprietà della salvia.

E quanto ne abbiamo bisogno adesso che circa una persona su tre ha influenza, tosse e mal di gola? Veniva utilizzata come antidoto ai morsi di serpenti e anche per aumentare la fertilità nelle donne, (mi vien da dire, ma quindi una donna morsa da un serpente, o moriva o rimaneva incinta?!), i Galli invece, pensavano che la salvia fosse in grado di curare tutte le malattie, mentre gli antichi romani la ritenevano una pianta sacra. Nell’impero cinese si pensava donasse la longevità, e nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia veniva barattato dai mercanti olandesi per ben tre cesti di tè.

Da ricerche dei giorni nostri invece, si dice che un consumo regolare di salvia nei pasti, aumenti la capacità di concentrazione e la memoria, e che sia un potente antibatterico naturale e rinforzi il sistema immunitario. Inoltre è l’antiossidante per eccellenza e rinforza le ossa in quanto è ricca di vitamina K, che è fondamentale per mantenere sane le nostre ossa, ma poi, soprattutto…quanto è buona? E’ conosciuta da tutti come condimento dei ravioli insieme al burro, ma provatela fritta o arrotolata con un acciuga al suo interno, o al posto del sale tritata con il pecorino? Ci si può sbizzarrire e stupire del fatto, in realtà abbastanza raro, che qualcosa di naturale e benefico, sia anche incredibilmente buono. Oltretutto, non c’è che dire, è anche una bella pianta.

Ho iniziato l’anno scrivendo un inno all’edera e alla sua forza, ma ahimè, mi si pone davanti una grande pretendente al ruolo di pianta rivelazione del 2018. Ne esistono tante varietà, la più comune è la salvia officinalis, quella che normalmente utilizziamo in cucina, ma ne esistono altre, e sapete quante? Circa mille varietà. No dico, mille varietà, mille, avete capito bene? Mille varietà di salvia che hanno esigenze diverse a seconda della specie, ma in generale, si può affermare che tutte si accontentano di un terreno poco grasso e di poca acqua. Generalmente amano posizioni soleggiate anche se alcune varietà sopportano bene posizioni ombrose. Hanno fioriture dai colori accesi come gli azzurri, i blu, i rosa e il rosso scarlatto e sono incredibilmente profumate! Lo dichiaro qui: il prossimo progetto di giardino pensile che farò sarà costituito solo da varietà di salvie, avanti, chi ha il coraggio di farsi sotto? Con la giusta combinazione di varietà si può avere un giardino o un terrazzo fiorito quasi per tutto l’anno: salvie a ciclo annuale, cioè da riseminare ogni anno, specie biennali, cioè che compiono il loro ciclo vitale nell’arco di due anni, le erbacee perenni, che sono la gran parte e le suffruticose, cioè quelle con i fusti legnosi.

Alcune varietà che vi consiglio sono: salvia farinacea, s.purpurea, s.patens che ha fiori blu intenso, s.sclarea, s.viridis, s.argentea, la bellissima s.leucantha che fiorisce nei mesi invernali. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta per forma, colore e portamento. Necessari accorgimenti per tutte le specie sono il terreno che dev’essere drenante ma non arido, uno spazio arieggiato e non esagerare con le innaffiature. Giù il cappello, quindi, per questa pianta ancora troppo poco conosciuta, un’icona di bontà e proprietà benefiche, di bellezza, di colori e dalle mille varietà.

 

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