Ventidue metri di verde

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Una passeggiata, i piedi nudi sul prato, un gruppo di farfalle che banchettano sui fiori di una buddleja, il profumo del muschio, i germogli rosso acceso di un acero, il canto di un grillo. L’essenza di un giardino è tutto questo.

E’ il contatto con la natura, una carezza allo spirito. E’ qualcosa di cui andare orgogliosi mostrando e dicendo agli amici, guarda le mie rose come sono rigogliose, sai che l’agapanthus sta per fiorire?

Il giardino ci regala la possibilità di entusiasmarci per il profumo della fioritura di un gelsomino, o per la generosa abbondante raccolta dei frutti del nostro melo o delle piante di pomodoro. Che cos’è una casa senza piante e cosa sarebbe una città senza verde, ve lo immaginate? Nell’era in cui viviamo, dove la possibilità di espansione edilizia volge sempre più verso l’alto tramite la costruzione di grattacieli sempre più alti e dove la possibilità di espandere il verde è sempre più scarsa, mi chiedo il perché non si porti anche il verde verso l’alto. I giardini verticali esistono da anni in giro per l’Europa, e funzionano bene. Necessitano di minore manutenzione rispetto a quelli tradizionalmente “sdraiati a terra”, isolano sia termicamente che acusticamente gli edifici, offrono un ricambio d’aria buona e trattengono lo smog.

Ma che bello sarebbe poter dire agli amici, ci vediamo a cena da me alle otto, abito nel palazzo delle eriche, quarto piano, le due finestre che si affacciano nella zona che è in fiore, quella rosa.

Li si può creare anche in interno e mi diverto molto a progettarli utilizzando le piante d’appartamento, le felci, i pothos, gli spathiphyllum, le orchidee, oppure con i licheni stabilizzati. Pareti verdi che respirano, arredano, affascinano.

Certo, non ci si può passeggiare sopra, a meno che non si possiedano doti da uomo ragno, ma per questo abbiamo pur sempre i nostri giardini o per chi non ha la fortuna di possederli, i nostri ventidue metri di verde pubblico.

Con quasi ventidue metri quadrati di verde pubblico per abitante infatti, Torino è, tra le grandi città italiane, la più verde. Non lo sapevate? Ognuno di noi ha a disposizione in città ventidue metri quadrati di prati, alberi e aiuole, forse anche una panchina, chissà, e dovrebbe sentirsi orgoglioso prendendosene cura. Il verde è di tutti noi, è una risorsa comune che ci fa bene. Pochi giorni fa un’amica mi ha inviato una foto dall’Australia, dove vive, che mostrava una postazione dotata di sacchetti e pinze allungabili per la raccolta di cartacce e rifiuti, sulla quale si poteva leggere: contribuisci a mantenere pulito il tuo verde. Non è retorica, è civiltà.

Siamo a fine gennaio e tra poco la primavera farà il suo ritorno, i prati torneranno ad essere più verdi, le piante a germogliare e vedremo sbocciare i nostri fiori. Fate una bella pulizia nel vostro giardino o del vostro terrazzo (per i possessori dei ventidue metri quadri il consiglio l’ho esplicitato in australiano). Ripulite le piante dalle foglie secche, asportate i rami caduti, date una bella pettinata, la prima della stagione, al vostro prato (tecnicamente si dice sarchiatura), di modo che le radici dell’erba possano iniziare a respirare meglio. Smuovete la parte superiore di terra attorno alle piante aggiungendo del terriccio concimato. Infine sedetevi a riposare su di una sedia (a dondolo sarebbe perfetta) e aspettate che arrivi la primavera a ringraziarvi di tanta attenzione ed impegno, regalandovi meravigliose fioriture. Primavera che si farà bella per voi, e voi con lei.

Leggi l’articolo su La Stampa Torino

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