Alberi di pace

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22 Giugno 2018

Ogni giorno scoppierà una nuova guerra, piccola o grande che sia, e avrà facoltà di manifestarsi alla luce di un sole vergognato. Grappoli di bombe si sganceranno come semi al vento. Semi di una pianta d’odio che attecchirà ovunque e ovunque si propagherà.

L’odio che diverrà vendetta, il primo che alimenterà il secondo, in una digestione avvelenata sempre troppo pesante.

Una metafora di guerra perché la guerra è ovunque, basta guardarsi attorno ogni giorno per vederne una. Per strada, al mercato, nei bar, forse anche nel nostro cortile ce n’è una in corso. La situazione politica, il Governo, il lavoro, l’immigrazione, l’Italia fuori dai mondiali, lo spread, una vita a lavorare aspettando la pensione, che spesso, quando arriva poi si muore. Ci si imbruttisce, la prepotenza impera, ci si perde e tutto si riduce allo scorrere del tempo, a rincorrer giorni troppo veloci, a fotografare ogni attimo senza viverlo. Siamo nell’epoca dei Social Network, del selfie e dei mega pixel e non sappiamo più osservare, ne perdiamo l’attitudine. Il disorientamento è totale, si fatica a comprendere e l’equilibrismo può diventare una necessità.

E allora il mio pensiero volge ad una manciata di alberi, un paio di dozzine, unici esemplari sopravvissuti all’esplosione atomica di Nagasaki nel ‘45. Quel giorno la vita degli esseri umani, gli edifici, le piante, tutto andò distrutto in un istante e la città si trasformò in un campo bruciato. Quelle piante però, rimasero in piedi, ancora incredibilmente in vita. Si trattava di Kaki e Gingko Biloba che grazie all’impresa compiuta di sopravvivere a tale inferno, vennero nominati alberi della pace.

Io voglio pensare che quegli alberi vivano ancora oggi, e che si siano propagati. E non importa se siamo a Giugno e non è stagione di Kaki e la doratura nelle foglie del Ginko la ammireremo solo in autunno. Mi importa avervi fatto conoscere un pezzo della loro incredibile storia, che non ha stagioni, e che forse con oggi li osserverete con un attenzione speciale.

E se ne avete la possibilità, piantate un kako per i frutti o un Gingko Biloba per il fogliame, nel vostro giardino, sarà come issare la bandiera con l’arcobaleno, simbolo di pace, per ricordarci del profondo significato. Si, perché siamo tutti buoni noialtri, fino a quando poi non troviamo uno che uno che ci frega il parcheggio e…

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