la grande bellezza delle prospettive vegetali

Buco della serratura Roma.png

28 Settembre 2018

Roma, colle Aventino. Il parco Savello, da tutti conosciuto come il Giardino degli Aranci, è uno di quei luoghi che andrebbero visitati se si è nella Capitale.

Andrebbe visitato per l’aria che si respira, per la presenza di Aranci amari e di monumentali Pinus Pinea, meglio conosciuti da tutti come pini marittimi, ma soprattutto per il panorama che da lì si può godere. Infatti, una vista mozzafiato sulla Basilica di San Pietro, con tutta Roma intorno, vi sorprenderà non appena varcherete l’ingresso, lasciandovi senza fiato. Due colonne di pini marittimi secolari indicano il percorso verso la terrazza panoramica rialzata, dalla quale il visibilio è assicurato.

E’ un corridoio lungo un centinaio di metri da percorrere lenti lenti per conquistare il punto d’osservazione, il palco panoramico. E proprio guadagnando metri verso la migliore visuale, ti accorgi che qualcosa sta accadendo: la grande cupola di San Pietro, che impera protagonista fin dall’ingresso del giardino, passo dopo passo, si rimpicciolisce! Avvicinandoti, infatti, per uno strano effetto ottico, si allontana, e viceversa, invece, la cupola si avvicina.

Questo effetto prospettico è il risultato di un’attenta progettazione del verde ed è anche un mio cavallo di battaglia nelle proposte per terrazzi o giardini. Grazie al posizionamento di piante, fronde o strutture, che diventano una sorta di cornice, possiamo avvicinare, allontanare, cambiare la luce e molto altro ancora. Un’esperienza divertente, creativa e sorprendente di vivere il verde, che fa sì che il verde stesso diventi non più solamente elemento di arredo, ma anche uno strumento funzionale a trasformare punti di vista e creare una nuova relazione con lo spazio. E’ un gioco e un modo inconsueto di interagire con il paesaggio e che sarà la risposta alla vostra curiosità guardando, attraverso un’inquadratura, ciò che vorrete osservare.

E se andrete in quel giardino, lì a fianco, molto vicino, troverete un buco della serratura divenuto famoso anche grazie ad una scena de La grande bellezza di Sorrentino, davanti al quale vedrete persone in fila in attesa di sbirciarci dentro. Sarà come tornar bambini, tra il fascino del proibito, e la leggerezza nell’incrociare le dita delle mani per guardarci dentro ed immaginare di volare.

Leggi l’articolo su La Stampa Torino

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