Agapanto, il fiore dell’amore

agapanthus

21 Giugno 2019

Ma che felicità uscire con la rubrica proprio oggi, 21 Giugno, primo giorno d’estate. Stagione del caldo, delle giornate lunghe, di vacanze, di mare e di viaggi, l’estate è la stagione dell’avventura, del corteggiamento e dell’innamoramento. Da sempre, l’estate è la stagione dell’amore.

Dato l’evento, ho voluto trovare qualcosa di speciale per onorare questa fortunata coincidenza. Ho cercato un fiore che in qualche modo riassumesse l’estate e tutto ciò di cui sopra.

Mi sono messo alla ricerca e mentre camminavo in un giardino ghiaioso e arso dal sole, ho notato in lontananza grandi ciuffi verdi di foglie lunghe e carnose che come virgole si piegavano all’indietro. Avvicinandomi, potevo notare che da questi, si innalzavano lunghi steli verdi, e sulla loro sommità fiori tondi e azzurri esplodevano come bolle d’acqua cristallina. Che fiore strepitoso! Tanti fiori come globi florali si ergevano al cielo imitandone la colorazione azzurra, come per scomparire e confondersi con esso.

Li osservavo sempre più ammirato, erano fiori di Agapanto, detto anche “Giglio del Nilo”, con chiaro riferimento alle sue origini africane. Appartiene alla famiglia dei gigli e la fioritura, composta da tanti piccoli calici uniti in un unico fiore sull’unico stelo, mi rimanda ad una visione romantica di coesione e condivisione.

Ma la certezza di aver trovato il fiore che più di tutti rappresentasse l’estate e i suoi amori, l’ebbi soffermandomi sul suo nome. Spesso, si dice che le risposte alle domande più complicate siano di una semplicità imbarazzante, e in questo caso ne ho avuto conferma. Il nome botanico di questo spettacolo floreale, deriva dal binomio greco “Agape” il cui significato è amore universale senza confini, e “Anthos”, fiore. Mi trovavo di fronte al fiore dell’amore!

Molti artisti furono rapiti ed ispirati dai fiori di Agapanto. Più di tutti fu Marc Chagall a subire l’influenza del “fiore dell’amore”. Lo volle come assoluto protagonista del suo giardino in Provenza, e pare che il “periodo blu”, cioè quando nei suoi dipinti dominava questa colorazione, fosse dovuto all’amore sbocciato per questo fiore, che inondava il suo giardino.

Quanta emozione nel trovare il fiore dell’amore proprio oggi, nel primo giorno d’estate. L’Agapanto è un fiore che nell’insieme di tanti piccoli fiori sfoggia la sua identità e bellezza, un po’ come l’amore, che grazie alla somma di tante piccole cose diventa tale, unico e profondo.

Leggi l’articolo su La Stampa Torino

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