La signora Camellia

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12 Aprile 2019

Europa centrale, XIX secolo. Ci volle un romanzo per regalarle la notorietà sebbene fosse stata importata furtivamente dalle zone tropicali asiatiche già un secolo prima.

Pianta da fiore bellissima sia per le foglie, di un verde intenso e lucido da potersi specchiare, che per la fioritura, che definire abbondante è davvero poco; copiosa, generosa, traboccante, esorbitante sarebbero gli aggettivi più consoni per la fioritura della Camellia.

Il celebre romanzo di Alexandre Dumas “La signora delle Camelie” edito per la prima volta nel 1848, diede, per l’appunto, grande risalto a questo fiore per il modo in cui veniva esso stesso utilizzato. Marguerite Gautier, la protagonista del romanzo, era una cortigiana che amava esibire un fiore di Camellia, appuntandolo con cura al vestito che indossava dichiarando così la sua disponibilità nel concedersi, con il fiore bianco, o l’indisponibilità con quello rosso.

Lo trovo un delizioso stratagemma floreale ed efficace esempio di comunicazione non verbale, che ogni qualvolta regalo dei fiori bianchi o rossi, mi ritorna alla mente, e mi fa sorridere di nascosto sotto la barba.

Il fiore di Camellia ebbe poi un successo planetario grazie anche al fatto che veniva utilizzato come decoro negli orli degli abiti delle nobildonne, e gli uomini scapoli lo inserivano nel bavero del frac per attirare su di loro l’attenzione delicata delle dame. Divenne il fiore più utilizzato da Madame Chanel, Gabrielle Bonheur per la precisione, in arte Coco Chanel, che lo inserì nei tailleur fin dai primi del ‘900.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante si dice che la Camellia simboleggi la stima, l’ammirazione e la bellezza perfetta non esibita, per via della consistenza del fiore che non perde petali, ma crolla e si stacca dal ramo tutto insieme, ancora integro.

D’accordo su stima e ammirazione ma sulla bellezza non esibita avrei qualche cosa da dire. La bellezza nella Camellia viene esibita eccome, e fino all’ultimo per giunta! Stiamo parlando di un fiore che si fa ammirare solo quando è certo di potersi rappresentare nella sua totale bellezza e perfezione. Poi si lascia cadere a terra tutto insieme, che neanche te ne accorgi, creando peraltro e forse a sua insaputa, un meraviglioso e morbido tappeto di petali offrendo ancora tanta bellezza, sotto altra forma.

Ha una sua dignità la Camellia, le va riconosciuto, Chapeau.

Leggi l’articolo su La Stampa Torino

 

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