Seminare il panico

panicum

26 Aprile 2019

Venti mani che lavorano su di un lungo tavolo alla creazione collettiva di un unico grande centrotavola floreale.

Cannero Riviera, Lago Maggiore. Una piazzetta a pochi passi dalla passeggiata del lungolago si è trasformata per un giorno in una suggestiva location per un corso di composizione floreale.

Bottiglie di plastica e latte di alluminio sono diventati i contenitori, abilmente decorati, delle composizioni floreali traboccanti di tulipani, ranuncoli, fresie e gelsomini. L’atmosfera era di quelle speciali nella quale ognuna delle partecipanti si dilettava alla creazione delle proprie composizioni, con un sorriso in volto che riporta alla mente la felicità fanciullesca che da bambini sovente usavamo indossare.

Comunque sia, i fiori andavano a comporre e ultimare le composizioni già così molto belle, quando ho mostrato loro un altro elemento da inserire, non un fiore, ma una sorta di spiga verde, leggera e dall’aspetto esplosivo, il Panicum. L’effetto desiderato del progetto floreale doveva essere una festa di colori e di esplosione primaverile e il Panicum fountain (questa la varietà specifica), ne era, a insaputa di tutti, il vero protagonista e lo si è visto nel momento in cui, una volta inserito tra i fiori, la sensazione di leggerezza, gioco, effervescenza e voglia di vivere, ha contagiato tutta l’imponente composizione.

Il Panicum, comunemente chiamato panico, è una graminacea perenne, che comprende anche il miglio per intenderci, ha infiorescenze aeree a pannocchia, o a panicolo, dalla fine tessitura e dalle tante e splendide colorazioni, ed è perfetto per queste occasioni. Si conquista lo spazio tra i fiori e li aiuta a spiccare il volo, leggero e frizzante com’è.

Di facile coltivazione, il Panicum, richiede terreni moderatamente fertili, ben drenati e soleggiati ed è bene tagliare a terra il fogliame a fine inverno, prima che compaiano i nuovi germogli, per poterlo vedere nuovamente erigersi ed esplodere in tutta la sua bellezza.

Sappiamo tutti che quando si dice seminare il panico ci si riferisce al concetto di spaventare e togliere la tranquillità al prossimo e di questi tempi purtroppo è un argomento di triste attualità.

Sabato invece abbiamo seminato con gioia il nostro panico. Un panico che non spaventa, ma che sprizza tutta la gioia e l’allegria di questa incredibile e bellissima graminacea, spesso troppo ingiustamente dimenticata.

Leggi l’articolo su La Stampa Torino

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