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La Stampa Torino, rubrica

Il discendente del drago

David Zonta -Torino –

Sono quasi due anni che settimanalmente mi siedo alla scrivania, accendo il pc e inizio a scrivere di piante e fiori. Lo faccio con una certa sacralità e con azioni ripetute in religiosa sequenza: accendo la lampada da tavolo, appoggio la tisana alla mia sinistra, accendo il pc, mi scrocchio le dita e saluto Spennacchio, la pianta che quasi ormai ricopre me e la postazione.


Spennacchio è una Dracaena marginata che ho salvato dalla discarica tre anni fa. Lo chiamai così per via dell’aspetto da gatto randagio spelacchiato, ma che mostrava con fierezza e convinzione.
Come dicevo, ogni settimana mi vede arrivare e praticare i miei riti, la lampada, la tisana, il nostro saluto e così via, e poi mi vede scrivere di piante. Quest’oggi, ma effettivamente è qualche settimana che lo trovo un po’ strano, ha fatto cascare un suo ramo sulla tastiera poco prima che iniziassi a battere sui tasti. Un gesto di stizza per farmi capire che era il momento che vi parlassi anche di lui.

Il ramo in realtà non si era spezzato, semplicemente si era piegato per farsi notare. L’ho risistemato e lì è stato (spiegatemelo voi stavolta cos’è successo), e ho iniziato a scrivere di Dracene.
La Dracena, è una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Liliaceae. Questo arbusto annovera decine di specie diverse, tutte con caratteristiche simili e con le medesime esigenze di coltivazione. La pianta, chiamata anche con il nome botanico “Dracaena”, è originaria delle zone caldo-umide dell’Africa e dell’Asia.


Il nome Dracaena proviene dal greco drakaina, ovvero, femmina di drago, per il fatto che deriva da una delle specie, Dracaena Draco, dalla quale si estrae da millenni una resina utilizzata come colorante, per ottenere la tonalità sangue di drago.
Altro che Spennacchio! Avrei dovuto chiamarlo Tifone o Tifeo, come il drago che nella mitologia greca venne sconfitto da Zeus e rinchiuso dentro l’Etna, la cui la lava è il suo fuoco.


Un vero discendente dell’albero del drago di cui ora ne comprendo la forza di sopravvivenza e la magia di un ramo che si muove, ne comprendo la capacità di adattamento e la grande generosità che dimostra purificando l’aria.
Una pianta davvero facile da mantenere, che si adatta ad ogni ambiente e che assolutamente vi consiglio di avere nella vostra casa, anche perché i draghi sono buoni, parola di Spennacchio!

Di David Zonta

Floral designer senza confini

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