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La Stampa Torino, rubrica

La Talea, un frammento vitale

David Zonta – Torino

E’ un gesto semplice, al quale non diamo molta importanza. Il fatto di tagliare un rametto di una pianta e inserirlo nella terra e vederlo vegetare, ci pare normale e probabilmente non ci siamo mai chiesti come questo possa accadere.
Ci sono cresciuto in mezzo a questo ‘taglia e incolla’ vegetale, perché di questo si tratta, un lavoro apparentemente meccanico che implica però una cura e un’attenzione fuori dal comune. Mi ritrovavo tra migliaia di rametti tagliati e preparati a dovere che venivano alloggiati con grande delicatezza nelle casse apposite formate da alveoli colmi di terriccio.

Scientificamente è chiamata ‘talea’ e viene definita come frammento di una pianta tagliato e sistemato nel terreno o nell’acqua per rigenerare parti mancanti, dando vita ad un nuovo esemplare. Si tratta infatti di un meraviglioso sistema di riproduzione che sfrutta le proprietà rigenerative dei vegetali. A dimostrazione di ciò, basti pensare che le talee sono in grado di costituirsi da un frammento di ramo, foglia, fusto e persino di radice!


Provoca una certa meraviglia quando il rametto che avete tagliato e infilato nel vostro vaso, inizia a germogliare e a crescere. Sono brividi e, tralasciando l’aspetto scientifico della cosa, lo vorrei interpretare come un magico incantesimo.


Quest’estate in un piccolo villaggio arroccato su di un promontorio di un’isola greca ho incontrato, sul muretto d’entrata di una casa, una pianta dalla quale non volevo più staccarmi. Era un esemplare di Tradescantia Sillamontana bello come il sole, con una folta chioma color argento e foglie fittissime ricoperte da una morbida peluria bianca. Una vecchia signora che imperava seduta sull’uscio, sogghignando mi diede il permesso di staccarne un rametto, e con la certezza che non avrebbe retto al lungo viaggio, lo avvolsi in una carta inumidita e lo infilai nello zaino.


Oggi quella talea è diventata una pianta, resistendo a settimane di viaggio, e in questi giorni è anche fiorita. E’ davvero un magico incantesimo. Quella pianta laggiù, dispersa nell’Egeo, ora è anche qui, ed è la stessa pianta, con lo stesso Dna, le stesse caratteristiche, la stessa forza.

Se vi capiterà fatelo anche voi e provate l’esperienza. Ogni qualvolta guarderete la vostra pianta rivedrete la pianta madre, e il profumo, il vento e la luce di quel momento e di quel luogo non vi abbandoneranno più.

Di David Zonta

Floral designer senza confini

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