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La Stampa Torino, rubrica

Il grande albero della vita

David Zonta, Torino

Con oggi inauguro una serie di articoli nei quali vi parlerò di alberi particolarmente rappresentativi per i paesi in cui crescono, e dell’importanza che ricoprono nell’economia, nelle tradizioni, o più semplicemente nella socialità delle persone che li abitano. Quest’oggi andiamo nella grande Africa e più precisamente in Senegal, dove è possibile trovare un albero maestoso grande quanto un palazzo, che del Senegal ne è diventato un simbolo (come anche in Madagascar), il Baobab.

Il nome scientifico è Adansonia, genere di piante appartenente alla famiglia delle Bombacaceae, ma tutti lo conosciamo come Baobab, antico termine presente da secoli nelle lingue africane, legato all’arabo con il significato di ‘padre di molti semi’.


Maestosi anche a distanza, li si può notare ergersi incontrastati lungo l’orizzonte sconfinato della savana africana, e risultano fondamentali punti di orientamento per le carovane di viaggiatori che si trovano a destreggiarsi in un paesaggio così sconfinato e monotematico. Tutti i viandanti, inoltre, sanno che il Baobab è importantissimo in quanto costituito da un legno spugnoso capace di trattenere fino a 120 mila litri di acqua al suo interno. Il tronco del Baobab può arrivare ad essere largo 15 metri per un’altezza di circa 25 metri ed è il vero padrone del paesaggio, ma è anche e soprattutto un accentratore della vita sociale dei villaggi.

«Il sapere è un tronco di Baobab. Una sola persona non può abbracciarlo», dice un proverbio senegalese. Questo antico proverbio la dice lunga sul profondo rispetto che gli abitanti infondono nei confronti di questo gigante di legno, e sotto ai suoi rami si tengono le riunioni degli anziani, le udienze dei giudici, i mercati, le danze rituali, e ci giocano i bambini.

Del Baobab, infine, tutto è commestibile: i rametti si masticano per succhiarne l’acqua, dai frutti, chiamati pane delle scimmie, si ricava un latte e una farina, e la buccia, debitamente sminuzzata, viene utilizzata come tabacco. Il guscio diventa un utile contenitore e le foglie dell’albero, ricche di vitamina C e tanto altro, si mangiano come fosse insalata. Persino le radici sono commestibili e una volta cotte ricordano gli asparagi.

Insomma, il Baobab rappresenta una vera e propria oasi di socialità e, in quell’aspetto spettinato e apparentemente capovolto, si racchiude, con molta probabilità, il vero grande albero della vita.

Di David Zonta

Floral designer senza confini

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