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La Stampa Torino, rubrica

Non solo mimosa, e non solo per un giorno

Foto di Pixabay

David Zonta, Torino

L’ 8 Marzo è la giornata internazionale della donna. Ma cosa significa e perché poi una giornata soltanto e non ogni singolo giorno dell’anno?
Un sorriso, un bisbiglio, la voce delicata e suadente che ti coccola l’anima e ti accarezza il cuore; e ancora, l’affidabilità, il coraggio, la capacità decisionale, l’intraprendenza e la responsabilità, il magnetismo, la seduzione. Potrei non fermarmi più nell’elenco di aspetti e caratteristiche che ogni giorno abbiamo modo di riscontrare nelle donne che incontriamo.

Persino la natura è donna e, secondo la concezione antica di molti popoli, già la stessa Terra, madre di tutte le formi viventi, veniva rappresentata con il corpo di una dea, dispensatrice di prosperità, di energia e di vita.
E allora parliamo dell’universo femminile e della natura, quest’oggi, più che mai, parliamo di donne e di fiori.

La Mimosa, si sa, è l’emblema floreale della donna, simbolo di forza, autonomia e femminilità, ma esistono anche altre piante che vengono dedicate alla donna, per non parlare, poi, dei fiori. L’Azalea e la Camellia, ad esempio, hanno fiori forti e delicati che immediatamente ci riconducono alla donna. La Melissa ha profumi dolci e agrumati particolarmente femminili, l’Achillea e la Lavanda, molto semplicemente, sono donna; Margherita e Camomilla sono rasserenanti come solo la donna sa essere; la passiflora è seducente come la donna, e anche la Peonia, la Calla, e la Rosa, madre di tutti i fiori, raggruppano e interpretano, con forme, colori e profumi, la bellezza perfetta della donna. La primordiale Felce è donna e anche le Orchidee tutte, lo sono eccome.

Fu una donna per prima ad essere attratta dal frutto di un albero, si chiamava Eva e fu l’inizio di tutto. E a volervi parlare di alberi, come non ricordare la Betulla, albero dall’aspetto apparentemente fragile, con fronde sinuose e sottili e foglie capaci di suonare al vento e della quale sarebbe impossibile immaginarne l’assenza in un bosco che si rispetti. E’ difficile anche per il bosco rinunciare alla bellezza incantata e femminile di una corteccia bianca di Betulla, magari riunita in gruppo, simpaticamente ciarliero e ridanciano.

In conclusione, cari uomini, ricordiamoci tutto questo ogni giorno, e ogni giorno festeggiamo la donna con la gentilezza e la cortesia, e con tutti i fiori che conosciamo, riuniti tutti assieme, in un grande e colorato mazzo, come si conviene ad una Regina, o meglio ancora, a una Dea.

Di David Zonta

Floral designer senza confini

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