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La Stampa Torino, rubrica

Il mio amico Wilson

David Zonta, Torino

In questi lunghi giorni tanti di noi, per difendersi dalla mancanza di socialità e dall’isolamento, si sono prodigati in curiosi incontri alternativi, per potersi sentire in contatto con il resto del mondo, o anche solo con il vicino dirimpettaio di balcone.

I canali social sono zeppi di dirette di svariato tipo, (me compreso, lo ammetto, non ho resistito), flashmob canterini dal balcone, aperistreaming, videochat di gruppo, e così via.
Tutto questo mi ha riportato alla mente il film Cast Away, di Robert Zemeckis che, a vent’anni esatti dall’uscita, risulta essere oggi più attuale che mai: Tom Hanks, un ingegnere informatico, unico sopravvissuto ad un incidente aereo avvenuto nei pressi di un’isola deserta del Pacifico, fa di tutto per resistere nella speranza di tornare a casa dalla famiglia.

E oggi, che viviamo questa assurda situazione, ci ritroviamo ad essere un po’ tutti Tom Hanks, e come lui cerchiamo stratagemmi per combattere un isolamento quotidiano a cui non eravamo preparati. Proprio come fu determinante Wilson, un pallone da volley sgangherato, per il protagonista del film, anche per molti di noi potrebbe esserci d’aiuto un piccolo Wilson con il quale giocare e prenderci un po’ in giro. Un Wilson divertente per riderci sopra e alleggerire così, con spensieratezza, questi giorni che proprio spensierati non lo sono.

Ho visto sui social immagini di scope vestite con occhiali da sole e cappello, scenografie casalinghe talmente surreali da piegarsi dal ridere e altro ancora. Tanti Wilson che permettono alla creatività di sprigionarsi, un’ottima risposta alla noia e all’isolamento.

Il mio Wilson l’ho ritrovato in una scompigliato Chlorophytum, o falangio, o nastrino, come viene comunemente chiamato. Il Chlorophytum, è una pianta molto comune nelle nostre case per il fatto di saper resistere ed ambientarsi in qualsiasi situazione. Poco esigente, è un simbolo di generosità vegetale in quanto, oltre ad essere bello, stiloso e con un aspetto spiccatamente tropicale, è capace di purificare l’aria degli ambienti che neanche il più tecnologico dei depuratori.

La capacità delle piante di purificazione dell’aria negli ambienti domestici è un fattore che purtroppo non ci è entrato bene in testa. Troppo spesso, infatti, pensiamo alle piante come ad un abbellimento della casa e le scegliamo in base all’estetica così da assicurarci un effetto scenografico e possibilmente in linea con lo stile e il design dell’appartamento, senza però tenere conto delle condizioni di luce e di temperatura che potrebbero essere inadeguate per le necessità della pianta. E’ arrivato quindi il momento di guardare le piante con occhi diversi e di vederle come alleate per il nostro benessere.

Il mio Wilson è posizionato in un vaso tondo, a cui, in questi giorni, ho aggiunto gli occhi per vederlo meglio e poterci giocare. Vi confesso che è deliziosamente divertente salutarlo al mattino e incolparlo per aver messo in disordine il salotto durante la notte.

Penso che tutti dovrebbero avere un Wilson in casa, perché un Wilson in casa fa bene e mette subito buon umore.

2 risposte su “Il mio amico Wilson”

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