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La Stampa Torino, rubrica

1° Maggio di felicità

David Zonta, Torino

Tempo fa acquistai ad un mercatino dell’usato un vaso portafiori verde. Fui attratto dalla forma tondeggiante e schiacciata che lo rendeva buffo. Era un vaso da quattro soldi, di vetro verde opaco. Il suo aprirsi a calice all’imboccatura mi ispirò l’utilizzo, “ci metterò i mughetti al 1° Maggio”, pensai tra me e me.

I mughetti al 1° Maggio sono una tradizione a cui non riesco rinunciare. La casa si profuma d’agrumi e questa fragranza mi infonde gioia e allegria, mi rende felice. Ed essere felice (dal latino fellix), significa essere fertile, fertile di avvenimenti, di cose che accadono. Anche nella lingua inglese, a ben pensarci, il termine happy (felicità), deriva dal verbo “to happen” ovvero accadere. Tutta un’altra cosa è invece l’essere contento. Contento deriva da “contenere”, tenere dentro. Significa contenersi, stare nella propria comfort zone che protegge e trasmette una sensazione di benessere e di contentezza, appunto.

Per spiegarvi il motivo per il quale vi sto parlando di questo, vorrei portarvi in Francia, nel 1561, quando Carlo IX Re di Francia, introdusse la tradizione di offrire un rametto di un piccolo fiore a campanella, bianco e profumato, in segno di felicità e buona fortuna. Si trattava di un ramo di Convallaria majalis, dal latino Giglio di Maggio, alias Mughetto.

Il Mughetto, sinonimo della felicità che ritorna e di portafortuna, è un fiore delizioso dall’ipnotico profumo che, grazie ai suoi campanellini floreali, trasmette una contagiosa simpatia. Fiorisce a Maggio, all’inizio della bella stagione, quando la primavera è quasi in odor d’estate.

Nel lontano Medioevo, i fiori i di Mughetto venivano portati all’occhiello dai giovani ragazzi in occasione dei balli di Maggio, il mese dei fidanzamenti, che vedevano proprio nel primo giorno del mese il festeggiamento d’apertura delle danze di corteggiamento. Per i Celtici, invece, il 1° Maggio rappresentava l’inizio della prima metà del loro anno, mentre in altri tempi antichi, questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Dal 1889 infine il 1° Maggio è stato universalmente conosciuto come il giorno della Festa del Lavoro, anche se l’episodio che ha ispirato il riconoscimento di questa festa avvenne tre anni prima, negli Usa, a Chicago il 1° maggio del 1886. Quel giorno fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti con il quale gli operai rivendicavano condizioni di lavoro più umane, e si trasformò in una vera e propria battaglia durante la quale 11 manifestanti persero la vita.
L’iniziativa, da allora, divenne il simbolo delle rivendicazioni operaie, e dal 1947 La Festa del Lavoro in Italia divenne ufficialmente festa nazionale.

Ma il 1° Maggio è anche la Festa del Mughetto e, soprattutto in Francia e nei paesi francofoni, oltre a festeggiare il lavoro e i diritti dei lavoratori, il Mughetto viene festeggiato con una ricorrenza floreale molto sentita. Infatti, per strada, venditori ambulanti e fiorai vendono mazzetti di Mughetto raccolti nei boschi, come simbolo della felicità che ritorna e di portafortuna.

Oggi ho messo un mazzetto di mughetti in quel vaso, ed è un bellissimo giorno di festa, è il giorno della Festa del Lavoro e della Felicità.

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