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La Stampa Torino, rubrica

Belle come le rose

David Zonta, Torino

E’ tra i fiori più conosciuti e coltivati sin dall’antichità. Testimonianze della sua coltivazione arrivano dalla Cina, dall’Egitto, dalla Grecia e in generale da tutta l’area del bacino mediterraneo, dove veniva coltivata non solo a scopo ornamentale ma anche per estrarne l’olio essenziale.

Per quanto possiamo contornarci dei fiori esotici più strani per forma e colore, quando incontriamo un rosaio ci sentiamo a casa e ci sentiamo accolti e protetti. Oggi è la Festa della Mamma, e la rosa probabilmente, è il fiore che più le somiglia.

La fioritura è abbondante e meravigliosa e in inverno produce bellissimi grappoli di bacche (cinorrodi), che sono i falsi frutti delle rose che con il loro colori vivaci e sgargianti regalano bellissime macchie di colore nei giardini tristi e quasi del tutto spogli.
Quando incontri una pianta di rosa ne rimani rapito e un sottile brivido d’emozione sfiora l’epidermide. Ritengo che la rosa rappresenti proprio quella cosa lì, nascosta nell’epidermide, un emozione talmente profonda che è difficile da riconoscere.
La rosa è l’apice e l’essenza del giardino, la rosa è il profumo che produce, è l’allegria del colore. La rosa è la certezza della fioritura che ogni anno, a maggio, si farà ammirare e ci coccolerà di bellezza. Bisognerebbe provare l’esperienza di accomodarsi su di una seggiola in un giardino con un rosaio fiorito alle spalle per sentirne la quiete e rasserenarsi con essa.

E’ un fiore considerato, fin dalla notte dei tempi, come un simbolo di eleganza e di bellezza e fu una delle prime piante a passare dallo stato selvatico alla coltivazione nei giardini dell’antichità. Pare che piante di rosa fossero coltivate nei mitici giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie dell’antichità, mentre disegni simboleggianti rose sono stati rinvenuti nelle piramidi egizie.

E’ di una bellezza al contempo semplice e straordinaria. I petali di rosa sono vellutati, composti e allineati nell’unico modo in cui madre natura è capace di fare: con perfezione. Ecco, se dovessi descrivere la perfezione con un fiore, sicuramente penserei al fiore della rosa.
Possiede rami forti e robusti, sia nelle varietà a cespuglio, sia in quelle rampicanti che possono raggiungere anche diversi metri di altezza. Sono ricoperti di spine, anche se il termine esatto sarebbe aculei, e possono diventare un incubo per qualsiasi creatura che intenda “passeggiarci” sopra per raggiungere il calice del fiore.

E sui tanti e inutili significati dei colori della rosa non ne voglio sapere, né parlare. Ogni momento e ogni stato d’animo avrà un proprio colore, e la rosa giusta da regalare sarà la rosa che più vi emozionerà. Ancor più bello sarebbe coglierla e donarla semplicemente allungando la mano, che penso simboleggi il gesto d’amore più dolce che esista al mondo.

Che sia dunque una specie cespugliosa, sarmentosa, rampicante, strisciante, che sia un arbusto o un alberello, che abbia fiori piccoli, fiori grandi o a grappolo, in fondo, la rosa è la madre di tutti i fiori, e non a caso le siamo così grati e indissolubilmente legati.
Oggi è la Festa della Mamma e sarebbe bello festeggiarla così, nel modo più semplice e più sincero, con una rosa nella mano.

Auguri a tutte le mamme, siete bellissime, come le rose.

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