Fiordaliso, meraviglia blu nei prati

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Via Via, vieni via di qui, niente più ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri”. Mi sono sempre chiesto a quali fiori azzurri si riferisse Paolo Conte nel testo di “Via con me”, suo cavallo di battaglia.

Quali fiori azzurri avrà potuto vedere il maestro Conte nel 1981 o giù di li, anno di incisione del pezzo? Non ne ho la certezza, ma ho il forte dubbio che si riferisse proprio ai fiori di fiordaliso, ed ho provato a capire se così è stato.

Il fiordaliso, che appartiene alla famiglia delle Asteracee, la stessa della calendula e del girasole, è presente in tutta la regione mediterranea fino alle zone pedemontane. Quindi poteva essere facilmente osservato nella campagna piemontese, terra natia di Paolo Conte, primo indizio. E’ un fiore che cresce e si propaga nei luoghi erbosi, in zone ghiaiose e in terreni incolti. Lo si trovava in passato nei campi coltivati soprattutto a orzo e frumento, spesso in compagnia dei papaveri. Ho scritto trovava non a caso: in conseguenza del massiccio e indiscriminato utilizzo di diserbanti a altre diavolerie chimiche, il fiordaliso sta scomparendo ed è ormai raro poterlo ammirare tra i campi. Ma dove ancora l’uomo non è intervenuto, il fiordaliso prolifica inondando la superficie di gioia color blu, come fosse mare.

Un secondo indizio potrebbe essere che il Fiordaliso è veramente bello, così bello da esser motivo o non esserlo più, per restare in quei luoghi, come si legge nel testo della canzone sopracitata. E’ un fiore bellissimo il cui stelo si estende anche fino a sessanta centimetri e presenta un fusto eretto, con foglie grigio-verdi e le infiorescenze inconfondibili color blu, nella specie più diffusa Centaurea cyanus, creano una corolla quasi regale. Da qui il nome fiordaliso, dal francese “fleur de lys”, ovvero “fiore del giglio” da sempre legato alla dinastia della casa reale d’Oltralpe. L’associazione di questo fiore al giglio sta ad indicare come anche il fiordaliso debba essere considerato un fiore “regale”.

Fiorisce da maggio a settembre e va seminato all’inizio della primavera. Viene anche chiamato Garofano da campo, Ambretta, e con il curioso nome di “Strassasac”. Comunque sia e in qualunque modo venga chiamato, di questo fiore resta da dire che ha innumerevoli proprietà curative, che è una pianta talmente forte da non essere soggetta ad attacchi di parassiti e che non tollera i ristagni d’acqua. Ma soprattutto va detto che è un fiore che sta scomparendo, quindi se vi capita o nel caso fatelo capitare, acquistate una bustina di semi di fiordaliso e spargetela in un prato incolto. A fine fioritura i semi prodotti dai fiori verranno trasportati dal vento e depositati in altri prati e forse, con un po’ di fortuna, avremo il piacere di rivederlo nuovamente fiorire nei nostri prati.

Fiordaliso, fiore che si erge fino a mezzo metro di altezza, dallo stelo sottile che è supporto per i meravigliosi fiori composti, di colore azzurro intenso, che ha foglie sottili quasi non volessero disturbare il fiore, e ricoperte da una lieve e delicata lanugine. Fiordaliso vero fiore di campo e dei campi, uno dei pochi blu naturali nel mondo floreale.

Comunque sia, se Paolo Conte si riferisse proprio al Fiordaliso nella canzone inno all’amore disincantato, probabilmente non lo sapremo mai, ma a me piace pensare che sia così e che i suoi occhi, fatti sottili al riverbero del sole, ammirassero le distese di fiori blu, come puntini colorati nel bruciato color dei campi di frumento.

Leggi l’articolo su La Stampa Torino

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